Fino a vent’anni fa, molte delle tecnologie che oggi ci accompagnano quotidianamente e sono parte integrante delle nostre abitudini, non erano neanche lontanamente pensabili.

Televisione, radio e giornali erano i soli canali di divulgazione. Alle persone non restava che affidarsi ciecamente a ciò che su di essi veniva pubblicato senza possibilità di intervenire e poter verificare le fonti non era cosa facile.

La comunicazione era prettamente monodirezionale e verticale.

Cosa è cambiato?

La serrata evoluzione del computer e dei suoi discendenti portatili, ha gradualmente creato la possibilità di utilizzare strumenti interattivi come mezzi di comunicazione, le tecnologie dietro allo schermo sono avanzate al punto di rendere questa operazione semplice e ordinaria.

Il pubblico da “attore” passivo si è tramutato in attivo. I media digitali hanno offerto maggiore spazio all’interazione offrendo la possibilità di muovere critiche, di divenire intermediario, filtro o, addirittura, creatore di contenuti.

Gli utenti, da semplici fruitori, diventano creatori di contenuti e informazioni attivi 24 ore su 24. La comunicazione top-down dei media tradizionali si è tramutata in bottomup con l’avvento dei media digitali.

L’ingresso nella vita e nelle abitudini quotidiane di smartphone, tablet e ultrabook in simbiosi con l’ingresso nella scena web dei social networks ha aumentato notevolmente il numero di contenuti online e di interazioni giornaliere arrivando a costringere persino gli stessi media tradizionali ad adattarsi alla nuova frontiera comunicativa.

La comunicazione monodirezionale viene pian piano sostituita quindi da una comunicazione pluridirezionale.

Fino a vent’anni fa, molte delle tecnologie che oggi ci accompagnano quotidianamente e sono parte integrante delle nostre abitudini, non erano neanche lontanamente pensabili.

Televisione, radio e giornali erano i soli canali di divulgazione. Alle persone non restava che affidarsi ciecamente a ciò che su di essi veniva pubblicato senza possibilità di intervenire e poter verificare le fonti non era cosa facile.

La comunicazione era prettamente monodirezionale e verticale.

Cosa è cambiato?

La serrata evoluzione del computer e dei suoi discendenti portatili, ha gradualmente creato la possibilità di utilizzare strumenti interattivi come mezzi di comunicazione, le tecnologie dietro allo schermo sono avanzate al punto di rendere questa operazione semplice e ordinaria.

Il pubblico da “attore” passivo si è tramutato in attivo. I media digitali hanno offerto maggiore spazio all’interazione offrendo la possibilità di muovere critiche, di divenire intermediario, filtro o, addirittura, creatore di contenuti.

Gli utenti, da semplici fruitori, diventano creatori di contenuti e informazioni attivi 24 ore su 24. La comunicazione top-down dei media tradizionali si è tramutata in bottomup con l’avvento dei media digitali.

L’ingresso nella vita e nelle abitudini quotidiane di smartphone, tablet e ultrabook in simbiosi con l’avvento sulla scena web dei social networks ha aumentato notevolmente il numero di contenuti online e di interazioni giornaliere arrivando a costringere persino gli stessi media tradizionali ad adattarsi alla nuova frontiera comunicativa.

La comunicazione monodirezionale viene pian piano sostituita quindi da una comunicazione pluridirezionale.

COMUNICAZIONE PLURIDIREZIONALE

Le aziende ne hanno tratto benefici?

Quando la pubblicità avveniva esclusivamente sui media tradizionali, i costi di pubblicazione erano molto elevati, si investivano grandi cifre nella produzione di contenuti pubblicitari scenici e spettacolari per colpire “l’inconscio” delle persone spendendo centinaia di migliaia di euro per pochi secondi di presenza, rendendo la pubblicità un lusso che solo pochi potevano permettersi, senza certezze sulla quantità di pubblico che realmente riuscissero a raggiungere. A disposizione solo dati statistici ed ipotetici senza alcuna reale misura comprovabile delle interazioni avute su quei contenuti.

Il pubblico era quindi quantitativo non qualitativo.

Internet ha reso la pubblicità democratica.

Oggi invece sponsorizzare la propria azienda o i propri contenuti richiede un investimento accessibile a tutti: con poche centinaia di euro si riesce generalmente a raggiungere migliaia di potenziali clienti.

Acquista però notevole rilevanza la qualità del messaggio poiché come potete immaginare ciò comporta un aumento della concorrenza sul campo.

Come differenziarsi dunque?

L’investimento reale in pubblicità va a spostarsi sull’aspetto tecnico.

Avendo il mondo digitale aperto le porte all’interazione critica diviene fondamentale creare un piano marketing strutturato per:

  • Raggiungere il vostro pubblico attuale e potenziale
  • Creare contenuti adatti per quantità e qualità
  • Sviluppare le adeguate possibilità di interazione
  • Analizzare i dati raccolti dalle proprie campagne
  • Migliorare la propria strategia in divenire

Attuare un piano di marketing digitale significa studiare i bisogni delle persone ed essere pronti ad offrire i contenuti che interessano loro.

Esistono sul mercato strumenti come Facebook insight, Instagram insight o Google Analytics. Ognuno di questi strumenti offre l’accesso a dati reali sui comportamenti degli utenti e, a fronte di un’accurata analisi, aiuta a comprendere come

creare prodotti e servizi sempre più completi e incontrare i bisogni e le necessità dei vostri clienti

Creare prodotti e servizi “ad hoc” significa garantire alla vostra azienda maggiori introiti e l’acquisizione di credibilità competitiva sul mercato.

Le aziende ne hanno tratto benefici?

Quando la pubblicità avveniva esclusivamente sui media tradizionali, i costi di pubblicazione erano molto elevati, si investivano grandi cifre nella produzione di contenuti pubblicitari scenici e spettacolari per colpire “l’inconscio” delle persone spendendo centinaia di migliaia di euro per pochi secondi di presenza, rendendo la pubblicità un lusso che solo pochi potevano permettersi, senza certezze sulla quantità di pubblico che realmente riuscissero a raggiungere. A disposizione solo dati statistici ed ipotetici senza alcuna reale misura comprovabile delle interazioni avute su quei contenuti.

Il pubblico era quindi quantitativo non qualitativo.

Internet ha reso la pubblicità democratica.

Oggi invece sponsorizzare la propria azienda o i propri contenuti richiede un investimento accessibile a tutti: con poche centinaia di euro si riesce generalmente a raggiungere migliaia di potenziali clienti.

Acquista però notevole rilevanza la qualità del messaggio poiché come potete immaginare ciò comporta un aumento della concorrenza sul campo.

Come differenziarsi dunque?

L’investimento reale in pubblicità va a spostarsi sull’aspetto tecnico.

Avendo il mondo digitale aperto le porte all’interazione critica diviene fondamentale creare un piano marketing strutturato per:

  • Raggiungere il vostro pubblico attuale e potenziale
  • Creare contenuti adatti per quantità e qualità
  • Sviluppare le adeguate possibilità di interazione
  • Analizzare i dati raccolti dalle proprie campagne
  • Migliorare la propria strategia in divenire

Attuare un piano di marketing digitale significa studiare i bisogni delle persone ed essere pronti ad offrire i contenuti che interessano loro.

Esistono sul mercato strumenti come Facebook insight, Instagram insight o Google Analytics. Ognuno di questi strumenti offre l’accesso a dati reali sui comportamenti degli utenti e, a fronte di un’accurata analisi, aiuta a comprendere come creare prodotti e servizi sempre più completi e incontrare i bisogni e le necessità dei vostri clienti

Creare prodotti e servizi “ad hoc” significa garantire alla vostra azienda maggiori introiti e l’acquisizione di credibilità competitiva sul mercato.

Philip Bayard "Phil" Crosby

“La qualità ha molte cose in comune con il sesso. Tutti sono favorevoli. Tutti pensano di conoscerla. Tutti ritengono che per l’esecuzione sia solo questione di seguire le inclinazioni naturali. E come al solito la maggior parte pensa che i problemi siano causati dagli altri.”

Phil Crosby

“La qualità ha molte cose in comune con il sesso. Tutti sono favorevoli. Tutti pensano di conoscerla. Tutti ritengono che per l’esecuzione sia solo questione di seguire le inclinazioni naturali. E come al solito la maggior parte pensa che i problemi siano causati dagli altri.”

Phil Crosby

Pubblicizzare un prodotto o un servizio aumenta notevolmente le possibilità di acquisto.

Nel mondo digitale vige la regola che, ad un aumento di lettura, visibilità, interazione e condivisione di un contenuto ne consegua un notevole incremento della possibilità che un utente prenda in considerazione l’idea di comprarlo.

Avere una presenza costante e di qualità all’interno dei nuovi media è di fondamentale importanza.

Ideale quindi non lasciare nulla al caso e affidarsi ai professionisti del mestiere.

Democratico significa alla portata di tutti?

Sarebbe sbagliato sostenere che costi accessibili corrispondano ad un semplice utilizzo alla portata di tutti.

Il tranello è dietro l’angolo, inventarsi comunicatori pubblicitari porta con se dei rischi notevoli.

Spesso si legge infatti di aziende che a causa di una larga diffusione di messaggi sbagliati, di contenuti poco professionali abbiano perso in immagine, notorietà o si siano imbattuti in errori imperdonabili di comunicazione diffusi su larga scala.

Come dimenticare il grande flop comunicativo di Dolce & Gabbana del 2018.

Dolce e Gabbana, la Cina si infuria: "razzisti". Annullato il mega show. E la Ferragni infierisce
https://www.iltempo.it/esteri/2018/11/21/news/dolce-gabbana-sfilata-megashow-annullato-cina-infuriata-scontro-diplomatico-chiara-ferragni-schierata-1096394/.

Lo stesso concetto vale anche al contrario, una comunicazione ben gestita valorizza a pieno i valori di un’azienda, ne fa conoscere la storia, le promozioni, i servizi utili e una presenza continua rafforza la fiducia nel prodotto.

Affidarsi ai professionisti del mestiere non è un costo, ma un investimento.

Il mondo della tecnologia e dei social media è in continuo cambiamento: i trend, gli strumenti ed i metodi di pubblicizzazione cambiano e si modificano alla velocità della luce e stare sempre al passo coi tempi è divenuto davvero complicato.

Per chi ha un’attività è quindi di fondamentale importanza non improvvisarsi comunicatori e affidarsi a chi è esperto nel settore, sicuri di non tramutare un investimento poco dispendioso ed intelligente in qualcosa di dannoso.

Cosa deve saper offrire un esperto del settore?

  • Pianificazione strategica delle pubblicazioni
  • Qualità dei contenuti
  • Interscambio comunicativo con voi per conoscere al meglio i vostri valori
  • Conoscenza delle piattaforme
  • Capacità di individuare il pubblico

La nuova frontiera comunicativa apre gli orizzonti ad un mare di possibilità che, se ben sfruttate, vi aiuteranno a valorizzare non solo i valori aggiunti della vostra attività ma anche di farla evolvere su misura dei clienti. 

Internet è la nuova frontiera del mercato libero e la concorrenza, se sfruttata adeguatamente diviene un’importante leva di crescita per i vostri affari.

 

Pubblicizzare un prodotto o un servizio aumenta notevolmente le possibilità di acquisto.

Nel mondo digitale vige la regola che, ad un aumento di lettura, visibilità, interazione e condivisione di un contenuto ne consegua un notevole incremento della possibilità che un utente prenda in considerazione l’idea di comprarlo.

Avere una presenza costante e di qualità all’interno dei nuovi media è di fondamentale importanza.

Ideale quindi non lasciare nulla al caso e affidarsi ai professionisti del mestiere.

Democratico significa alla portata di tutti?

Sarebbe sbagliato sostenere che costi accessibili corrispondano ad un semplice utilizzo alla portata di tutti.

Il tranello è dietro l’angolo, inventarsi comunicatori pubblicitari porta con se dei rischi notevoli.

Spesso si legge infatti di aziende che a causa di una larga diffusione di messaggi sbagliati, di contenuti poco professionali abbiano perso in immagine, notorietà o si siano imbattuti in errori imperdonabili di comunicazione diffusi su larga scala.

Come dimenticare il grande flop comunicativo di Dolce & Gabbana del 2018.

https://www.iltempo.it/esteri/2018/11/21/news/dolce-gabbana-sfilata-megashow-annullato-cina-infuriata-scontro-diplomatico-chiara-ferragni-schierata-1096394/.

Lo stesso concetto vale anche al contrario, una comunicazione ben gestita valorizza a pieno i valori di un’azienda, ne fa conoscere la storia, le promozioni, i servizi utili e una presenza continua rafforza la fiducia nel prodotto.

Affidarsi ai professionisti del mestiere non è un costo, ma un investimento.

Il mondo della tecnologia e dei social media è in continuo cambiamento: i trend, gli strumenti ed i metodi di pubblicizzazione cambiano e si modificano alla velocità della luce e stare sempre al passo coi tempi è divenuto davvero complicato.

Per chi ha un’attività è quindi di fondamentale importanza non improvvisarsi comunicatori e affidarsi a chi è esperto nel settore, sicuri di non tramutare un investimento poco dispendioso ed intelligente in qualcosa di dannoso.

Cosa deve saper offrire un esperto del settore?

  • Pianificazione strategica delle pubblicazioni
  • Qualità dei contenuti
  • Interscambio comunicativo con voi per conoscere al meglio i vostri valori
  • Conoscenza delle piattaforme
  • Capacità di individuare il pubblico

La nuova frontiera comunicativa apre gli orizzonti ad un mare di possibilità che, se ben sfruttate, vi aiuteranno a valorizzare non solo i valori aggiunti della vostra attività ma anche di farla evolvere su misura dei clienti. 

Internet è la nuova frontiera del mercato libero.

La concorrenza, se sfruttata adeguatamente, diviene un’importante leva di crescita per i vostri affari. 

Internet è la nuova frontiera del mercato libero.

La concorrenza, se sfruttata adeguatamente, diviene un’importante leva di crescita per i vostri affari. 

Fabio Belotti gestione scrittura articoli blog
Articolo a cura di Fabio Belotti