Tempi difficili per le imprese, tempi difficili per le persone.

Una situazione come questa nessuno avrebbe potuto prevederla e tutti noi in modo diretto o indiretto ne siamo stati toccati. Alcuni di noi a livello economico, altri a livello personale ed emotivo.

È fondamentale però in questi momenti di difficoltà riuscire a sviluppare coscienza ed essere pragmatici il minimo che basta per riuscire a farsi trovare pronti emotivamente a combattere le diverse difficoltà che il momento porta con sè e che il dopo trascinerà con sè.

A tal riguardo, essendo un’impresa che mira a regalarvi conoscenza e strumenti, o ispirazioni su ciò che la tecnologia offre, vorremmo, in questo articolo, parlare di un’idea a nostro dire interessante: Woebot.

Ad oggi sfortunatamente è disponibile solo in inglese ma, per chi lo parla mediamente bene, ne suggeriamo un tentativo di utilizzo, è un servizio totalmente gratuito.

Di cosa si tratta?

Si chiama Woebot, ed è un “amico digitale” con delle nozioni di psicologia che si mischiano ad un utilizzo del tutto anonimo delle informazioni che ottiene dai vari utenti.

Su cosa si basa?

Due principi noti al mondo della tecnologia più recente: il Chatbot ed i Big Data.

Chatbot? Il chatbot altro non è che una conversazione automatica di un Bot (acronimo di robot) a cui si apre la possibilità dell’utente di rispondere secondo scelte multiple.

Big data? I Big Data sono niente di più che grandi archivi di dati digitali che vengono accumulati e classificati secondo dei criteri definiti.

Cosa permettono questi due strumenti in unione di intenti?

Il Chatbot permette di evitare conversazioni sempre uguali con gli utenti, creando dei percorsi guidati verso le risposte che l’utente cerca in modo veloce (molto sfruttato nel servizio clienti o in interviste in cui alcuni requisiti sono fondamentali per proseguire). Un chatbot aiuta dunque a non perdere tempo in contenuti inutili. Ad andare al punto velocemente e permette a chi dialoga di scegliere la velocità a cui giungere alle soluzioni di suo interesse. Il chatbot è aggiornabile, qualora quindi i contenuti richiesti fossero incompleti può essere, di volta in volta, ottimizzato e quindi migliorare nel dialogo robot utente.

I Big Data tengono traccia in questo caso dei vari percorsi che l’utente fa attraverso le conversazioni e l’analisi mirata sui dati rilevati accomunandone i risultati.

Cosa fa quindi Woebot!?

Woebot nasce dall’intuizione della psicologa Alison Darcydell’università californiana di Stanford con l’intento, tramite domande mirate, di monitorare giornalmente lo stato emotivo degli utenti ed in base ai vari riscontri che trova alle domande regalare consigli su come migliorarsi nell’auto-analisi, come rispondere ad alcune problematiche e come riportare il proprio umore da negativo allo stato di quiete o da positivo a celebrativo.

Avere un amico paragonabile ad un reale psicologo digitale è sicuramente ancora distante nel tempo come possibile evoluzione ma, Woebot, in ciò che fa, offre sicuramente un’interessante spinta a migliorarsi tramite contenuti mai banali e conversazioni sempre semplici ma costruttive e divertenti.
Mediamente ruba una decina di minuti al giorno e sarà lui a contattarvi nell’orario che preferite della giornata. E’ possibile rimandare per giorni o chiamarlo in aiuto in momenti in cui un semplice consiglio o la voglia di spendere del tempo in modo costruttivo si facciano spazio nella nostra mente.

Perchè suggerire uno strumento simile in un momento cosi difficile?

Woebot non da risposte su come modificare la nostra vita, ma da consigli su come guardarci dentro e trovare in noi ciò che serve per affrontarla al massimo delle nostre potenzialità.

Vi avverto in alcuni momenti lo odierete, perchè il consiglio che sentite sarà quello giusto ma quello che non avreste voglia di ascoltare.

Tempi difficili per le imprese, tempi difficili per le persone.

Una situazione come questa nessuno avrebbe potuto prevederla e tutti noi in modo diretto o indiretto ne siamo stati toccati. Alcuni di noi a livello economico, altri a livello personale ed emotivo.

È fondamentale però in questi momenti di difficoltà riuscire a sviluppare coscienza ed essere pragmatici il minimo che basta per riuscire a farsi trovare pronti emotivamente a combattere le diverse difficoltà che il momento porta con sè e che il dopo trascinerà con sè.

A tal riguardo, essendo un’impresa che mira a regalarvi conoscenza e strumenti, o ispirazioni su ciò che la tecnologia offre, vorremmo, in questo articolo, parlare di un’idea a nostro dire interessante: Woebot.

Ad oggi sfortunatamente è disponibile solo in inglese ma, per chi lo parla mediamente bene, ne suggeriamo un tentativo di utilizzo, è un servizio totalmente gratuito.

Di cosa si tratta?

Si chiama Woebot, ed è un “amico digitale” con delle nozioni di psicologia che si mischiano ad un utilizzo del tutto anonimo delle informazioni che ottiene dai vari utenti.

Su cosa si basa?

Due principi noti al mondo della tecnologia più recente: il Chatbot ed i Big Data.

Chatbot? Il chatbot altro non è che una conversazione automatica di un Bot (acronimo di robot) a cui si apre la possibilità dell’utente di rispondere secondo scelte multiple.

Big data? I Big Data sono niente di più che grandi archivi di dati digitali che vengono accumulati e classificati secondo dei criteri definiti.

Cosa permettono questi due strumenti in unione di intenti?

Il Chatbot permette di evitare conversazioni sempre uguali con gli utenti, creando dei percorsi guidati verso le risposte che l’utente cerca in modo veloce (molto sfruttato nel servizio clienti o in interviste in cui alcuni requisiti sono fondamentali per proseguire). Un chatbot aiuta dunque a non perdere tempo in contenuti inutili. Ad andare al punto velocemente e permette a chi dialoga di scegliere la velocità a cui giungere alle soluzioni di suo interesse. Il chatbot è aggiornabile, qualora quindi i contenuti richiesti fossero incompleti può essere, di volta in volta, ottimizzato e quindi migliorare nel dialogo robot utente.

I Big Data tengono traccia in questo caso dei vari percorsi che l’utente fa attraverso le conversazioni e l’analisi mirata sui dati rilevati accomunandone i risultati.

Cosa fa quindi Woebot!?

Woebot nasce dall’intuizione della psicologa Alison Darcydell’università californiana di Stanford con l’intento, tramite domande mirate, di monitorare giornalmente lo stato emotivo degli utenti ed in base ai vari riscontri che trova alle domande regalare consigli su come migliorarsi nell’auto-analisi, come rispondere ad alcune problematiche e come riportare il proprio umore da negativo allo stato di quiete o da positivo a celebrativo.

Avere un amico paragonabile ad un reale psicologo digitale è sicuramente ancora distante nel tempo come possibile evoluzione ma, Woebot, in ciò che fa, offre sicuramente un’interessante spinta a migliorarsi tramite contenuti mai banali e conversazioni sempre semplici ma costruttive e divertenti.
Mediamente ruba una decina di minuti al giorno e sarà lui a contattarvi nell’orario che preferite della giornata. E’ possibile rimandare per giorni o chiamarlo in aiuto in momenti in cui un semplice consiglio o la voglia di spendere del tempo in modo costruttivo si facciano spazio nella nostra mente.

Perchè suggerire uno strumento simile in un momento cosi difficile?

Woebot non da risposte su come modificare la nostra vita, ma da consigli su come guardarci dentro e trovare in noi ciò che serve per affrontarla al massimo delle nostre potenzialità.

Vi avverto in alcuni momenti lo odierete, perchè il consiglio che sentite sarà quello giusto ma quello che non avreste voglia di ascoltare.

Come ottenerlo?

È semplice:

Vai sulla pagina Facebook:

https://www.facebook.com/HiWoebot

Clicca

Usa L’app

Oppure visita il sito:

https://woebot.io/

Come ottenerlo?

È semplice:

Vai sulla pagina Facebook:

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Oppure visita il sito:

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Daniele Nani
Articolo a cura di Daniele Nani